Epilogo

«Essere creativi è un tentativo di venire a patti con la vita, vi sono tante soluzioni quante sono gli esseri umani»
— G. Tooker —

Concludo precisando che le dinamiche delle relazioni terapeutiche sono riferibili a ogni relazione umana e quanto ho scritto in questo libro può aiutare un terapeuta per approfondire le tematiche psicologiche ma anche da ognuno di noi individualmente per osservare se stesso nelle sue azioni e reazioni.

L’approccio gestaltico, a volte impetuoso e confrontativo, altre volte delicato e accogliente, è una metodologia davvero potente che ha la capacità di incidere e produrre cambiamenti sostanziali nella vita delle persone. Questo rende importante e obbligatorio che ogni terapeuta, per non arrecare danno, si renda responsabile e consapevole di ciò che fa ed è nella relazione, e non permetta che «forze inconsce» prepotenti e assillanti influenzino il suo agire e le sue scelte. Ai terapeuti è raccomandato di continuare a essere allievi e pazienti per lungo tempo anche dopo aver intrapreso la professione e di fare costantemente supervisione per mantenere la propria efficienza, capacità di recupero, e non scordarsi mai la posizione di fragilità dei pazienti.

In definitiva la Gestalt più che una terapia è un modo di vivere. Il più grande impegno per un terapeuta è, come dice P. Clarkson, «mantenersi pienamente umano» non privilegiando il sostegno degli altri alla cura di se stesso e tenendo il lavoro nel giusto equilibrio con il resto della propria vita. Essere impegnato, disponibile, appassionato significa «accettare le sfide della propria autenticità», proteggere la salute fisica e psichica, la profondità intellettuale, i desideri di autorealizzazione, la propria intimità, il bisogno di periodi di ritiro se ci si sente depauperati, stanchi o insoddisfatti.

I gestaltisti sono soprattutto artisti che usano la struttura, la precisione e la metodologia come base per ideare momenti creativi e dare modo anche al paziente di inventare a sua volta, crescendo insieme nell’incontro interpersonale. Un terapeuta che smette di avventurarsi, di essere interessato alla ricerca, agli sviluppi teorici e alle nuove esperienze, alla scoperta del sorprendente e dell’insolito, è incompatibile con lo spirito fondante e il cuore stesso della Gestalt.