- Introduzione
- Premessa
- ABC della Gestalt
- Fra teoria e pratica
- Fantasie guidate
- Energia delle emozioni
- Linguaggio responsabile
- Abitudini ripetitive
- Stili manipolativi
- La fiaba: traccia della propria storia
- Comunicare
- Ascolto empatico
- Il sistema relazionale
- Ciclo di contatto
- Resistenze al contatto
- La relazione terapeutica
- Incontri di gruppo
- Il contatto Io-Tu
- La relazione che cura
- Vuoto fertile
- Transfert e Controtransfert
- Sogni e vissuto corporeo
- Malattie psicosomatiche
- Dipendenze alimentari
- I miti dell'amore
- Sessualità
- Counselling di coppia
- Dolore e trasformazione
- Art therapy: Immagine e Pittura
- Art therapy: Scultura
- Art therapy: Danza
- Art therapy: Teatro
- Art therapy: Scrittura
- Enneagramma
- Epilogo
Premessa
Le basi per una crescita «sana» derivano dall’avere avuto, sin dai primi momenti di vita, almeno una persona, un genitore, che abbia compreso i nostri sentimenti, ci abbia dato valore, rispetto, lealtà, protezione, consolazione, rassicurazione; ci abbia regalato questo miscuglio esplosivo degno di essere chiamato «amore».
Ogni bambino vorrebbe svelare se stesso ed essere sincero con i genitori senza temere di essere sgridato, punito o deriso, e nulla potrà mai restituire quell’esperienza perduta. La guarigione psichica, all’interno di una relazione terapeutica, non risiede quindi nel ricevere ora quanto non è stato dato in passato, ma nel riscoprire ognuno la propria «verità», giacché solo nella realtà delle nostre radici, qualsiasi esse siano, risiede la nostra forza.
Counselling e relazione «empatica»
Noi tutti abbiamo una sete incolmabile di relazione e contatto ma, non avendone sperimentato le qualità essenziali nell’infanzia, siamo in difficoltà da adulti a mettere in atto dinamiche sconosciute e creare rapporti soddisfacenti, diretti e non manipolativi: questa realtà di incapacità e mancanza è causa del «male di vivere», e ferita di ogni essere umano. Per questo motivo la Gestalt* si propone come terapia anche per «sani»: perché difficilmente si riescono a superare da soli, senza essere aiutati, i vizi relazionali appresi che portano a non riconoscere l’amore e a scambiarlo con il potere, l’approvazione, l’avere ragione…
Come scegliere il terapeuta
È difficile trovare un terapeuta adatto; il presupposto fondamentale di tale ricerca è la consapevolezza da parte del paziente dei propri bisogni.
Una relazione terapeutica, per essere tale, deve portare il paziente a esprimersi, a sentirsi capito, rispettato, preso seriamente; se questo non avviene non vi è nessuna qualità sanante. È importante, per potersi affidare, che il terapeuta abbia il coraggio di rispondere in modo schietto, altrimenti semplicemente non è la persona giusta. Non cerchiamo un ideale inesistente: l’autenticità e l’onestà esistono ed è irrinunciabile che siano le qualità del nostro terapeuta.